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Sacrifice - Barbara Bolzan






SACRIFICE

di
Barbara Bolzan








Editore: Delrai Edizioni
Data di Pubblicazione: 2017
Formato: ebook/copertina flessibile
Pagine: 312


Prezzo










Non dimenticare mai chi sei, Rya. 

Ora che la strada intrapresa è incerta e il futuro altrettanto pieno di insidie, l’amore guida i suoi passi e la spinge a scelte difficili. Convinta di raggiungere Nemi, la principessa non può venir meno a sé stessa e decide così di affrontare la dura realtà, la stessa che non ha mai davvero avuto il coraggio di guardare con i giusti occhi. L’Idrethia non è il luogo meraviglioso delle sue fantasie, è una prigione che inghiotte e getta nel fango, perché la vita fuori dal palazzo non è quella dei ricchi, ma di chi lotta per sopravvivere.

Il secondo capitolo di una saga avvincente, Sacrifice è il romanzo che dà nuova linfa alle vicende di Rya, una donna contro un mondo sconosciuto, che combatte per la dignità e per i suoi sentimenti.


Perché una Niva non demorde, una Niva non si arrende mai.


























Cosa sei disposta a fare, pur di salvare l’uomo che ami?
 

Vi ricordate di quella ragazzina viziata tutta lamentele di Fracture (di cui hoparlato qui)?
Dimenticatela: non è rimasto più nulla della frivolezza che la rendeva antipatica.
Rya è cresciuta.
Nel modo peggiore, ma è cresciuta.
E questo per salvare Nemi, l’uomo rude che ha imparato a conoscere ed apprezzare durante il viaggio per tornare da suo marito, il Re Blodric, in Idrethia.

In questo secondo capitolo ho sofferto parecchio per le sorti della Principessa di Temarin, sola e disperata in terra straniera e che, ancora una volta, non ha altro che la sua forza d’animo, carattere ed intelligenza su cui contare.
Per salvare il suo amato dai Cunicoli – le temute prigioni d’Idrethia – è disposta a tutto, ed arriva a compiere scelte non giustificabili ma comprensibili.
In questa nuova tappa della sua vita conoscerà altri personaggi, e scoprirà che la terra di cui presto diventerà Regina…non è quella dorata che il marito le aveva prospettato.
O meglio: è vero solo in parte. 
Perché l’Idrethia è davvero una terra meravigliosa, vista dal castello ed al riparo dal popolo che non riesce più a celare il malcontento. 
Rya, in meno di una notte, si ritrova ad essere derubata del poco oro che aveva, della sua purezza e della sua innocenza.
Quando riesce, finalmente, a tornare al castello di Idrethia, pronta ad esserne la Regina, viene ricevuta dall’algida sorella – che fa le veci di Blodric – e dal cugino, che non mostrano un briciolo di comprensione, anzi la biasimano per essersi presentata sporca, vestita di stracci, ferita ed al fianco di Isan Vaillard, il medico di Mejixana, ed una bambina, Roxile, che è stata salvata da un postribolo e vede in Rya la sua mamma.
I suoi parenti si accontentano di una storia campata in aria, perché sono entrambi superficiali e, nel caso specifico di Strevj, arrivisti. Non sono mai stati abituati a chiedere l’elemosina, a vedere la lordura che insozza le vie secondarie del mondo dorato in cui si sono rifugiati…


La cosa che mi ha disorientata è la totale assenza di Nemi – sebbene sia nominato, ma solo sporadicamente ed intravisto da lontano – e, per tutta la durata del libro, mi sono chiesta spesso se sarebbe arrivato a salvare Rya dai suoi ripetuti errori, dalle sue sventure.
Ma no, lui non arriva mai, non apre quella maledetta porta, non veste nemmeno per un attimo il ruolo di “salvatore” della fanciulla in pericolo.
Un’altra cosa inaspettata è stata la spiegazione sul chi è Niken e perché è così importante…nel primo capitolo! Devo dire che lo avevo intuito dalle parole della Rya del presente, quella che dissemina indizi e giudizi a “mente fredda”, ma pensavo fosse una cosa che avremmo scoperto verso la fine della serie!


I miei rinnovati complimenti a Barbara Bolzan che, per la seconda volta, mi ha fatto sentire e vedere il mondo di Rya con i suoi occhi ed i suoi sentimenti, e mi ha fatto stare male per lei.
Sembrerebbe, scritto così, una cosa negativa, ma non lo è: i cosiddetti “pugni nello stomaco” servono per svegliarsi, per essere realisti.
Perché non esistono le favole, non esiste nessun “e vissero felici e contenti”.
Anche le principesse soffrono, commettono errori, si ritrovano ad essere colombe.
Sta a loro, però, spiccare il volo e trasformare “le loro ferite in punti di inserimento per le ali” e volare via dal dolore.  


So già che, quando finirà la saga, tutto sarà cambiato.
E, probabilmente, anche noi.

Perché tutti noi possiamo essere Rya.












Recensione a cura di:










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2 commenti:

  1. Cara Giulia, viaggiare, cadere e rialzarsi insieme a te è meraviglioso <3
    Grazie, per amare tanto la mia Rya!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Barbara, le tue parole mi riempiono di gioia!
      Sono felice di aver conosciuto te e la tua Rya <3

      Grazie <3

      Elimina

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