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Intervista - Paola Marchese



 
Ciao a tutti, miei cari lettori, e benvenuti ad una nuova puntata delle "Interviste della Soffitta"!

Oggi siamo in compagnia di Paola Marchese, autrice de "Il boscaiolo", libro di cui ho parlato qui.







Chi è Paola Marchese




Nata e vissuta sempre a Catania, si può dire che abbia preso in mano un libro ancora prima di imparare a camminare. 
All'età di otto anni il padre le regalò una macchina da scrivere e da allora anche scrivere è divenuta una passione, anche se prima d'ora non aveva mai provato a proporre un manoscritto per essere pubblicato.
All'età di dieci anni ha cominciato a studiare musica, l'altra passione che pervade la sua esistenza: prima pianoforte privatamente, poi violoncello ed arpa presso il Liceo Musicale Vincenzo Bellini di Catania, canto lirico e corale (durante questo periodo ha preso parte a un importante concerto al Teatro Massimo di Bellini di Catania col celebre direttore Zubin Metha) e canto jazz presso il Cesm. 
Ha studiato anche presso l'Accademia Internazionale del Musical.
Dal 2001 al 2016 è stata prima corista e poi direttrice della Corale Polifonica "G. Tovini" di Catania, storico coro di Catania che si esibisce durante le festività agatine nel celebre concerto del 3 febbraio in piazza Duomo; dal 2010 a tutt'oggi corista del "Coro Lirico Siciliano", compagine di fama internazionale, esibitosi anche al Teatro antico di Taormina, al Teatro Greco di Siracusa e in tournée in Italia e all'estero con artisti del calibro della compianta Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Piero Giuliacci, Chiara Taigi, Othalie Graham, Giovanna Casolla, José Carreras, direttori come Gianluca Martinenghi, Cem Mansur, Gianna Fratta, Jacopo Sipari da Pescasseroli. 
Dopo essersi esibita per più di quindici anni con la Compagnia Teatrale Le Camene nel repertorio dialettale, è stata fondatrice nonché direttore artistico della compagnia teatrale "Pensieri Riflessi" di Catania nata nel 2010, che si esibisce attualmente presso il teatro Sipario Blu, dove con i colleghi sta sperimentando un repertorio internazionale che spazia dalla commedia brillante di Neil Simon ai gialli di Agatha Christie all'eleganza di Oscar Wilde, ai nostri autori contemporanei come Lillo e Greg e Vincenzo Salemme e, tra il 2015 e il 2016, ha vinto diversi premi istituzionali come migliore regia e migliore spettacolo tra cui Premio De Roberto, Premio Un Re dello Spettacolo e menzione speciale Premio Carlo Mangiù.

Ha da poco pubblicato la sua opera prima, il romanzo storico "Il boscaiolo" ambientato in Sicilia nel XIII secolo, presso la Casa Editrice Algra di Viagrande (CT).
Laureanda in Scienze della Comunicazione e volontaria di Croce Rossa Italiana dal 2003, collabora anche con la ditta Katadoc per la fatturazione elettronica.
Sposata da sei anni, mamma di una bimba di quasi tre anni, il suo sogno è quello di lavorare in una Casa Editrice e di leggere per sempre.















Ciao Paola e grazie per aver accettato di fare questa intervista!


  • Grazie a te per la disponibilità!




Il tuo romanzo d’esordio “Il boscaiolo” si svolge nei tre mesi antecedenti alla rivoluzione del “Vespro”, avvenuta nel XIII secolo in Sicilia.
Come mai l’hai ambientato proprio in questo periodo storico?

  • Quando ho buttato giù la prima stesura del racconto, si trattava semplicemente di una breve fiaba senza tempo e senza luogo, ma la struttura troppo fragile e banale non mi soddisfaceva, pertanto pensai di rendere il testo più articolato. Per dare delle connotazioni più forti ho pensato che sarebbe stato meglio ambientarla in un tempo e in un luogo e, trattandosi di una fiaba con i classici elementi nobili/bosco/castello, ho pensato che il periodo medievale si adattasse meglio al racconto. In un secondo momento ho pensato che come elemento geografico potevo inserire dei luoghi di cui conoscevo bene le caratteristiche, per non cadere in errori, pertanto ho pensato che in Sicilia sarebbe stata la collocazione ideale, anche perché da sempre sono amante della mia terra e in particolar modo della sua storia, delle sue tradizioni e dei suoi monumenti architettonici e naturalistici. Infine, l'ultimo pezzo del puzzle da incastrare era il preciso momento storico: ho scartato il periodo federiciano in quanto già particolarmente sfruttato nelle narrazioni (anche se altrettanto appassionante) e ho pensato che il Vespro Siciliano fosse a torto stato accantonato dalla storia e dai siciliani, soprattutto considerando che si tratta di un periodo che ha portato molte trasformazioni sull'isola e in particolare ha spostato gli equilibri del potere dalla Sicilia occidentale a quella orientale. Unendo qualche piccolo elemento già presente nel racconto alla realtà storica, ecco che la narrazione è stata inserita perfettamente nelle vicende storico/politiche che gravitarono intorno al passaggio di potere dagli Angioni agli Aragonesi in Sicilia.




È un periodo molto particolare: è difficile reperire informazioni.
Quali testi storici hai consultato?  


  • In effetti è stato particolarmente complicato trovare delle informazioni valide. Mi sono orientata sulle informazioni generali conosciute del medioevo per quanto riguarda gli usi e i costumi, il cibo, l'abbigliamento utilizzando gli elementi in comune in tutta l'Italia. In particolare, poi, ho consultato dei testi per quanto riguarda la situazione del demanio in Sicilia nel periodo angioino (La questione demaniale in Catania e nei "casali" etnei del bosco etneo - Il vescovo-barone di Matteo Gaudioso) e la struttura e la distribuzioni di castelli e fortezze (I castelli di Sicilia di Agata Carbone Iuppa), il testo del Michele Amari riguardo alla storia del Vespro siciliano, Il testo "Sicilia" di Carollo/Mele/Stella e qualche appunto del Pitré riguardo a tradizioni, arte e cultura e infine il testo "Famiglie Nobili Siciliane" per studiare le genealogie e gli stemmi nobiliari del periodo. Riguardo invece ad alcune descrizioni, mi sono basata su documenti dell'epoca, ad esempio la struttura del Monastero dei SS. Pietro e Paolo ricalca quella standard dei monasteri dell'epoca, mentre per lo scriptorium mi sono basata su alcune descrizioni (es. quella de Il nome della rosa e qualche altro romanzo storico ambientato nel medioevo).




Dato che la rivoluzione del “Vespro” è un periodo storico molto importante ma non molto preso in considerazione nelle ore scolastiche, potresti spiegare in cosa consiste la rivoluzione e quali vantaggi, se ce ne sono stati, ha portato alla Sicilia?

  • La rivoluzione del "Vespro" è un avvenimento abbastanza noto anche se poco studiato, ma possiede anche elementi distorti dalla realtà e mitizzati. La ricostruzione storica vuole che la scintilla che fece incendiare la rivolta fosse dovuta a un episodio avvenuto, appunto, durante la celebrazione del Vespro del lunedì di Pasqua dell'anno 1282: un soldato francese, alle porte della chiesa, osò mettere le mani addosso a una nobildonna con il pretesto di perquisirla e questo fece scattare lo sdegno siciliano dando il via alla rivolta. In realtà le radici del movimento sono molto più profonde e articolate, e affondano nell'insoddisfazione dei cittadini, oppressi dalla politica angioina (e non solo, anche dagli strascichi delle politiche dei dominatori precedenti) ma soprattutto nella rabbia dei feudatari siciliani (baroni e vescovi) che avevano visto diminuire i loro privilegi con l'avvento del latifondo e della politica demaniale. Il lato positivo della rivolta fu un cambio di guardia al governo della Sicilia. Diciamo che è stato positivo perché la dominazione aragonese, che durerà abbastanza a lungo, in realtà si rapportò con la Sicilia in maniera più "paritaria" e meno oppressiva, come se fosse una provincia libera dello stato. Molte ricche e nobili famiglie spagnole si trasferirono in Sicilia dando vita a tutta una serie di discendenze che sopravvivono tutt'oggi. Inoltre rese l'isola indipendente dalla parte continentale, grazie anche alla politica di Federico III che amava molto la Sicilia, e spostò per un periodo gli equilibri del potere dalla Sicilia occidentale a quella orientale.


Quanto tempo hai impiegato tra la prima stesura de “Il boscaiolo” e la pubblicazione?


  • La prima vera stesura del romanzo risale a più di dieci anni fa, ma abbandonai per anni il manoscritto prima di convincermi che poteva avere un valore e fosse adatto ad essere pubblicato. Intorno al 2011 ho ripreso in mano il testo, e in seguito alle ricerche, agli studi e a vari rimaneggiamenti, ho terminato di scriverlo nell'estate del 2013. Dopo averlo rivisto decine di volte (sono una perfezionista), l'anno successivo l'ho inviato a diverse case editrici, da alcune delle quali ho ricevuto delle proposte. Ho scelto quella che mi soddisfaceva maggiormente, e l'opera ha finalmente preso vita nell'agosto del 2016.




Puoi raccontarci qualche curiosità sul libro?


  • Ne racconto una personale e una dei miei lettori.
    Per quanto mi riguarda, una particolare cosa che mi è capitata riguarda la stesura dell'epilogo del romanzo. Ero completamente bloccata, non sapevo proprio come concludere. Il 4 febbraio del 2013, dopo aver partecipato alla S. Messa dell'Aurora per la festa di S. Agata e a una parte della processione, sono tornata a casa e mi sono sdraiata per riposarmi un po'. Ed ecco che mi è apparsa in sogno la soluzione per la chiusura del libro. Bene o male è quella che poi ho trascritto.
    Riguardo ai miei lettori, è divertente il fatto che TUTTI quelli che finora hanno letto il testo tendono ad identificare il personaggio di Karl con l'attore australiano Chris Hemsworth, e mi domandano se ho preso spunto proprio da lui. Peccato che quando iniziai a scrivere il romanzo era un ragazzino praticamente sconosciuto e io non ne avevo mai sentito parlare!




Come concili le tue numerose attività artistiche con la scrittura?


  • È praticamente impossibile. Sono anche attrice e regista di una mia personale compagnia teatrale e cantante lirica in un coro professionistico di fama internazionale. Conciliare il tutto (con gli impegni familiari e il volontariato in parrocchia e in Croce Rossa) è assolutamente impossibile. Come ci riesco? Non ne ho la più pallida idea! Prossima domanda?! :)




Cosa ne pensano i tuoi familiari ed i tuoi amici del tuo debutto come scrittrice?


  • Sono stati tutti felici e ed entusiasti per il mio esordio, avvenuto quasi in sordina, direi, visto che il libro, come già detto, ha visto la luce molto lentamente. Alcuni se ne sono perfino stupiti!




A chi ti sei ispirata per la caratterizzazione dei vari personaggi?


  • A nessuno in particolare. Direi che ho dato vita ai personaggi considerando i tratti somatici e caratteriali tipici dei popoli dai quali discendevano.




Lidia, la protagonista del tuo libro, è una donna forte: quanto di te c’è in lei e viceversa?


  • Penso che un autore metta sempre qualcosa di sé nei suoi personaggi, anche se non del tutto. Sicuramente sono molto forte anche io, ho un forte spirito di adattamento e odio (come Lidia) farmi trovare impreparata in qualcosa; mi piace dimostrare che sono in grado di fare qualunque cosa, se mi metto d'impegno. Sono però anche prepotente e un pochino viziata, come lei. Invece penso che ci sia molto di me anche in Karl: come lui ho un fortissimo senso del dovere, dell'onore e della giustizia.




La narrazione del libro termina nel gennaio del 1296: scriverai un seguito?
Se sì, sempre su Lidia e Karl o sul regno di Federico III?


  • Devo dire che prima di avere un confronto con i lettori non ci avevo mai pensato. Per mio gusto personale, detesto le saghe, i sequel, le serie, etc... Però mi hanno pregato in tanti, soprattutto chi si è profondamente innamorato di Lidia e Karl e mi ha confessato di averli lasciati andare con grande rammarico. Tuttavia, se dovessi pensare a un seguito, penso che mi concentrerei sul regno di Federico III, una figura che mi ha affascinato profondamente e su cui non avevo mai posto particolare interesse prima di iniziare le ricerche per questo romanzo. E' un re unico nel suo genere ed è stato un grande e innamorato sovrano della Sicilia, ma non è per niente conosciuto e particolarmente bistrattato. Basti pensare che la sua tomba si trova al Duomo di Catania ma è praticamente un'impresa poterla visitare. In ogni caso al momento in mente ho tutt'altro progetto che desidero sviluppare in cui coinvolgerò anche la mia passione per la musica, quindi qualunque seguito dovrà aspettare...





Grazie per aver risposto alle mie domande, Paola!
Seguirò con interesse il tuo percorso.









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