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Io prima di te - Ovvero quando l'amore ti cambia


Cari amici, come state?

Sono io, Giuly!

Sono ancora viva, ma adesso la mia vita è cambiata: lavoro come fotografa (chi mi segue fin dagli inizi sa che era il mio sogno fin da piccola) e sono diventata una scrittrice.
Non famosa, ma molto apprezzata.

Ed ho dato via ad un nuovo progetto, L'Antro dei Libri, che nasce principalmente per far conoscere al mondo il potere della lettura.
Ambizioso, lo so..ma molto nel mio stile.

Quindi, come vi avevo promesso, questo blog è ritornato attivo, e lavorerà in sinergia con L'Antro dei Libri.
Ovviamente tutte le mie recensioni saranno pubblicate anche qui, mentre quelle della mia socia in affari, Smallintrix, saranno pubblicate nel suo blog personale.

Ma adesso bando alle ciance e cominciamo con una recensione di un libro meraviglioso.
Il titolo dice tutto, quindi vi lascio.
Ah, non preoccupatevi: adesso la vostra Giuly si chiama Moi Self, e troverete i contatti dell'Antro dei libri a fondo pagina dopo la firma ;)

Come sempre vi aspetto numerosi e.......BUONA LETTURA :D








Un libro che segna, che apre la mente sul mondo dei tetraplegici e dell'inferno che vivono giornalmente.
Uno dei pochi libri in grado di ampliare gli orizzonti e, forse, far crescere emotivamente il cuore di ognuno di noi.















Copertina del libro

A 26 anni, Louisa Clark sa molte cose.
Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua.
Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese situato nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa e, probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. 
Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione.

















Ho preferito trascrivere la trama che si trova ovunque per non incappare nel rischio spoiler, dato che avevo sostanzialmente scritto nella trama anche la fine e questo onore lo riservo, di solito, solo nel commento.

Partiamo da una doverosa precisazione: non è una storia d'amore nel senso semplicistico del termine.
Quando si prende un libro del genere è quasi un delitto pensare che vi sia solo il lato “ti amo, XOXO, Baci & Abbracci” in quanto è tutto il contrario.

La vera storia d'amore è quella che si prova verso la vita.
Un amore che dura per tutti i giorni che respiriamo su questa terra.
Lo sa Lou, lo sa Will.

Will Traynor è bello, è uno spietato uomo d'affari, è ricco, ha una bella donna ed ha tutto quello che una persona possa desiderare. Ma un giorno tutto questo gli viene strappato a causa di un incidente: un motociclista lo investe in un giorno di pioggia, così si ritrova in un attimo tetraplegico e sulla sedia a rotelle.
Louisa Clark – per gli amici Lou – è bizzarra, nei suoi vestiti vintage multicolor, chiacchierona e piena di vita. Tutte le sue certezze crollano quando perde il lavoro, unica fonte di sostentamento per l'intera famiglia (padre, madre, sorella, nipotino e nonno) ed il suo fidanzato, un personal trainer fissato con la perfetta forma fisica, ed i parenti cominciano a farle pesare la cosa, a tratti additandola come una fallita. La sua unica speranza di riscatto è l'ultimo annuncio arrivato all'ufficio di collocamento: i Traynor cercano una badante per un disabile per soli sei mesi, ad una paga ottima.
Inspiegabilmente viene assunta, nonostante non abbia esperienza in merito, ed è a questo punto che Will e Lou si incontrano, dando vita a siparietti divertenti, battutine sarcastiche e continui sproni. Ma c'è qualcosa che lui non le dice: finiti i sei mesi che lui ha concesso ai genitori andrà alla Dignitas per il suicidio assistito.
Lou, allora, venutolo a sapere comincia a darsi da fare per fargli cambiare idea: si consulta con la sorella “cervellona”, Treena, comincia a fare programmi, lo spinge ad uscire ed organizza una vacanza. Il tutto inframmezzato con le continue crisi di Will, le varie visite mediche e le corse in ospedale per le polmoniti. E non sa che, alla fine dei sei mesi, non solo si ritroverà innamorata di lui, ma profondamente mutata nel profondo.

In questo romanzo viene descritto lucidamente il tormento di un tetraplegico.
E' uno di quei libri che distrugge l'animo, in quanto chi non è nelle medesime situazioni non può capire.
Il tema dell'eutanasia è affrontato con garbo, con uno stile limpido e chiaro, senza giudizi ed opinioni.
E' un semplice dato di fatto.

Qui mi ricollego al discorso iniziale sulla storia d'amore: per quanto Will sia innamorato di Lou è chiaro che l'amore per questa donna non sia abbastanza da fargli cambiare idea. Perchè lui è un uomo vitale, imprigionato in un corpo che lo sta uccidendo tra atroci sofferenze e dolori continui.
E, paradossalmente, è proprio l'amore per la vita e per Lou la causa scatenante che lo convince ad aver fatto la scelta giusta di andare alla Dignitas: per lasciarla vivere una vita piena che lui non avrà mai più.
Ho letto in giro che Will è stato egoista, pensando solo a se stesso, ma il passaggio chiave, quello che mi ha fatto comprendere appieno questo gesto da molti criticato, è stato quando la madre di Will, Camilla, spiega a Lou che il ragazzo aveva trovato un unico chiodo sporgente in mezzo ai mobili, e con la carrozzina, imperterrito, aveva sfregato il suo polso avanti ed indietro per tagliarsi le vene. Ci vuole determinazione per fare una cosa simile, e si può trovare in fondo alla disperazione cieca e sorda della paralisi e delle continue malattie da minimi sbalzi termici, dall'abbandono e dalla totale solitudine che questa situazione porta.
Per questo mi sono commossa solo alla fine quando, seduta su un tavolino a Parigi, Lou legge la lettera di Will.
Era prevedibile, scontata quella fine.
Ha smesso di soffrire, regalando la libertà e la vita a chi lo ha amato davvero.

Ma cosa avrà fatto Lou, dopo di lui?
Lo scopriremo nella recensione del libro "Dopo di te" (clicca qui per leggerla)!




VOTO







Recensione a cura di:







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