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COME FARE A..sopravvivere alla consegna dei curriculum #1




Cari amici, eccomi ritornata con una nuova rubrica! Si chiama “COME FARE A..” e spiegherò, alla mia maniera, come superare alcuni problemucci di vita quotidiana.

In questa prima, emozionante, puntata spiegherò..



COME FARE A..sopravvivere alla consegna dei curriculum


Il mercato del lavoro, come tutti i generi di mercati, funziona con la legge della “DOMANDA/OFFERTA”.
Di questa legge ne sentiamo parlare in continuazione.


Ma cos'è? Vediamolo in dettaglio con un esempio pratico.

Come lo spiegherebbero i vecchi prof ottantenni dello stato italiano che bocciano e promuovono a simpatia?
La domanda è flessibile, l'offerta è statica.

Esempio: un bambino viziato.

Domanda:
Poniamo in essere che vi sia un bambino viziato che vuole il nuovo cazz-phone quando ha già lo smartphone, il mela-phone ed anche un tablet-cazz-mela-phone. E lo vuole ADESSO!
Offerta:
Le risposte possono essere tre: o lo mandano a quel (bel)paese, spiegandogli che soldi per futilità non ne vogliono spendere più; nel secondo caso cedono, dicendo << Però questo è l'ultimo.. >> o nel terzo ed ultimo caso, si mettono a contrattare: << Te lo compro ma poi fai questo e quello..>>.

L'offerta è rigida, statica, perchè è vincolata ad alcuni fattori prettamente materialistici: o si può o non si può.
La domanda, invece, può cambiare: se vi è la trattazione, allora il ragazzino può rifiutare o può accettare.
Ma tutto ruota attorno all'offerta.

Secondo i principi economici, le caratteristiche dell'offerta influenzano prezzi e tipi di mercato per la vendita di un determinato bene.
Esse derivano perlopiù dal costo della produzione, dal cambio giornaliero (eh, già..) e, sopratutto dalle politiche governative (non stiamo parlando di “inettitudine” dei nostri politicanti, in questo momento si analizzano solo i costi prettamente derivati dalle import/export, cioè i dazi doganali e tutte quelle tasse che fanno aumentare il costo – o prezzo finale – del bene).
Ovviamente, la domanda (che varia sempre per quei famosi bigliettoni verdi – no bigliettoni verdi, no party – e per i problemi che girano intorno alle guerre & co.) è molto flessibile: cambia esattamente come il cambio giornaliero e gli indici di borsa (sia fatto santo chi ci sa giocare!).

Adesso, dopo tutta questa bellissima spiegazione sulla domanda e sull'offerta, che era doverosa ai fini esplicativi delle mie vicende qui giù narrate, comprenderete meglio l'allegria della nostra attuale “DOMANDA/OFFERTA” lavorativa.

Punto primo: siamo nei guai.
Punto secondo: siamo in guai seri.
Punto terzo: siamo. Forse. Boh. Che ne so?

L'attuale politica dei giovani è questa: “Domani è un altro giorno/ ci penserò domani”.
La citazione a Rhett e Rossella del celeberrimo, quanto lunghissimo, “Via col vento” era d'obbligo.

Nel mio caso, la citazione è azzeccata solo in parte: mentre i trentenni bamboccioni (mamma mia non sapete quanti ne conosco! Ecco una perla (ai porci) di saggezza di uno di loro, 32 anni: << Per me lo stato di disoccupazione non è un dramma..anzi ho tanto tempo libero, faccio viaggi, mi diverto.. >> - il dramma è che l'ho sentito io con le mie orecchie!) si divertono e fanno la politica del “Domani è un altro giorno/ ci penserò domani” perchè non hanno la minima voglia di andare a lavorare, io invece sfrutto “la mia libertà forzata” per cercare lavoro.

Ed ecco la mia preziosissima guida di consigli per presentarsi al meglio e “provare” a trovare un lavoro.

  1. Vestiti sportivo/elegante: vale sia per maschietti e femminucce. Non c'è bisogno di andare scollacciate e non vestitevi con il tailleur! Maschietti..voi vestitevi con le camicie a tinte neutre (assolutamente no ai colori fluo..) Prediligete il casual. No alle gonne, ragazze, sempre pantaloni, preferibilmente neri.
  2. I capelli devono essere puliti (non mi uccidete ma ne ho viste di tutti i colori ai colloqui!), in base alla vostra forma del viso lasciateli sciolti o raccolti. Assolutamente no alle acconciature anni 50! No toupè, cortesemente! Per quanto mi riguarda lascio sempre i capelli sciolti, sono lunghi ed ho i boccoli.
  3. Truccati in modo sobrio ma deciso: ho visto tante ragazze truccarsi come le “signorine” che bazzicano nelle autostrade. Mi raccomando, non eccedete in blush ed ombretti, grazie!
  4. Portate sempre, e dico SEMPRE, il curriculum di persona: se lo inviate via mail lo cestinano, se lo imbucate per posta lo cestinano. Se lo portate di persona, magari avete una chance di fare un breve colloquio con l'ipotetico datore di lavoro.
  5. Rispondete sinceramente alle domande: se è il vostro primo lavoro ditelo. Se se ne accorgono in corso d'opera non esiteranno a mandarvi via.
  6. Siate gentili, cortesi e sorridenti: il vostro mantra sarà “NON HO BISOGNO DI LAVORARE, STO BENE ECONOMICAMENTE, CERCO LAVORO PER SPORT”. Funziona, l'ho testato io stessa. Anche se state morendo letteralmente dalla fame, anche se avete una famiglia intera da mantenere e non sapete come fare, voi STATE BENE.
  7. Se vi rispondono male già al citofono, non ve la prendete: quelli che non hanno mai dovuto fare come noi ci sono, e sono la minoranza, fortunatamente.
  8. Se vi dicono che non c'è nessuno, consegnate il cv alla segretaria. E poi ci ritornate dopo un mesetto per riportarlo (le segretarie sono cattivelle, a volte..)
  9. Se vi dicono di lasciare il cv in portineria o nella buca..NO! Non lasciateli mai. Non sono seri e non vi vogliono.
  10. Se, dopo i primi cv inviati non siete stati chiamati, ripetetevi mentalmente il secondo mantra: “Domani è un altro giorno/ ci penserò domani”- non abbattetevi, rispolverate le liste di quelli “decenti” e che non vi hanno buttato fuori a calci e ricominciate.













Se avete paura di fare capolino negli studi altrui, vi dico già di togliervi dalla testa questi pensieri: un cv presentato brevi manu è sempre una cosa che, quello dall'altra parte (a meno che non sia un cretino) apprezzerà sicuramente.

Adesso vi racconto alcune mie esperienze.
Sono una ragioniera, senza raccomandazioni (eheh) e cerco lavoro.
Tra i vari studi associati in cui mi sono presentata, mi sono fatta un elenco di “tipi di elementi guasti” (alias commercialisti che non hanno mai faticato a trovarsi una sistemazione)..

  1. Il finto prete: il commercialista deficiente per antonomasia. Crede che seminando lo studio di immagini sacre, crocifissi e gigantografie del papa, misteriosi segnalibri con frasi tratte dalla bibbia ed andando a messa tutte le settimane sia un uomo di fede. Peccato poi che fa di tutto per screditare i colleghi, insulta le persone che chiedono un lavoro (<< Che ci fa lei qui? >> dice schifato - << Forse cerco un lavoro?? >> rispondo altrettanto schifata) e, secondo lui, a meno che non ci fossimo conosciuti in chiesa (eddaje!) era praticamente impossibile che io fossi venuta a conoscenza del suo studio (<< Se non ci siamo conosciuti in chiesa..allora com'è che è qua? >> - << Ho cercato su internet, naturalmente. >> mi aspettavo un sorriso da un “uomo di dio”..invece mi ha rimproverata dicendomi << E lei fa giri cosi? Cerca su internet e si presenta cosi? MAAAAAAH!? >>). A saperlo non ci passavo nemmeno dalla strada.
  2. Sono io, solo io il PROFESSIONISTA: di questi ne ho incontrati a palate. Sono quelli che hanno lo studio mega-galattico, ti squadrano come se fossi un lebbroso, con un cenno ti “invitano” a sederti nel loro ufficio (scrivania enorme di legno pregiato, sedia da capo di Fantozzi e, per i comuni mortali, una bellissima sedia girevole che, quando ti ci siedi va per i fatti suoi e rischi di infortunarti l'osso sacro) e poi chiedono, sprezzanti: << Cosa vuole? >> con la voce roca e profonda di chi la sa lunga. In realtà non sanno nulla e schiavizzano le ragioniere solo perchè sono più brave di loro. Dopo che dici il perchè dell'esserti scomodata dal divano di casa, loro prendono con solo DUE DITA (indice e medio a forbice) la busta con il cv, la aprono e cominciano a leggere. << Quindi ha lavorato.. >>, constatano storcendo il naso ma, inaspettatamente, non vogliono sapere dove e quali mansioni svolgevi ma solo ed esclusivamente il tuo..VOTO DI DIPLOMA!!! Con cose più importanti..eh vabbeh..
  3. Le segretarie “tu-mi-stufi”in perenne astinenza: quando non sono presenti i capi, ecco che si presentano queste piccole, immonde, creature dannate. Le segretarie in perenne astinenza non sono sempre brutte, anzi, ma sono sempre insoddisfatte. Sono quelle che non ti fanno nemmeno salire a consegnare il cv, quelle che, se ti va bene, non ti trinciano con lo sguardo quando consegni a loro il cv ma ti dicono che “quando arriverà glielo darò” o “glielo metto sul tavolo” con tanto di falso sorrisetto. Che odio! Questi tipi sono ovunque, e spesso, per citofono, dopo averti vessato con domande assurde del tipo: << ma perchè porta un cv? >> o << Ma aveva appuntamenti? >> dopo che le hai detto che fai dei giri autonomi, ti dicono che i “capi non ci sono..eh..uhm..se vuole lo può lasciare in portineria..eh..uhm..”. Eh, già. Fossi al loro posto saprei come comportarmi.

Ma non vi scoraggiate: fa tutto parte del “gioco”. Ogni volta che vi trovate intorno persone cosi, pensate che non siete ne i primi ne gli ultimi, anzi pensate a quei poverini schiavizzati che ci lavorano!

Vedrete, se siamo fortunati, troveremo un lavoro.

Se no.. “Domani è un altro giorno/ ci penserò domani”!!


Tanti auguri a voi :D




2 commenti:

  1. ehi ciao come va . ho letto il tuo articolo e lo trovo fenomenale

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  2. ciao Sarah! mi fa piacere che sia di tuo gradimento! Sono tutte esperienze personali..quindi si ironizza su problemi gravi e critici quali la disoccupazione sempre più crescente dell'Italia..

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Mi piace sapere cosa ne pensa la gente di quello che dico..
Avanti..COMMENTATEEEE!!!!! :D

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